La Storia del Profumo – Capitolo 1: dai Faraoni a Cleopatra, Divinità e Seduzione

Si racconta che per essere certa di sedurre, e far innamorare perdutamente, Marco Antonio, Cleopatra fece allestire la sua alcova con profumatissimi petali di rosa, il cui aroma veniva esaltato dagli unguenti con cui si era cosparsa il corpo e dall’incenso che bruciava incessante.

Il fascino della regina, rinforzato dalla girandola aromatica che accolse il condottiero romano, riuscirono nell’intento di farlo capitolare, conquistandone, irrimediabilmente, sensi e cuore.

E del resto, il profumo, fin da quando nacque, in una forma e in una composizione diversa da quello moderno (inventato in Ungheria nel 1500) che conosciamo oggi, ha avuto un ruolo centrale nella vita di uomini e donne: al profumo venivano attribuite proprietà mistiche, capaci di avvicinare l’essere umano al divino (in Egitto era considerato il “sudore degli dei”), così come, appunto seduttive, taumaturgiche e indicative di uno status sociale particolarmente elevato.


“Al profumo venivano attribuite proprietà mistiche, capaci di avvicinare l’essere umano al divino.”


Se l’archeologia recente ci ha fornito la preziosa testimonianza di quella che, al momento, risulta essere la più antica fabbrica di profumi del mondo, scoperta in uno scavo del 1997 sull’isola di Cipro, sappiamo però fin dallo studio dei sussidiari della scuola elementare che i faraoni venivano cosparsi di raffinatissimi e complicati unguenti odorosi, unguenti che non li abbandonavano nemmeno al momento della morte, facendo parte del rituale dell’imbalsamazione.

Il primo profumo di cui conosciamo il nome, grazie alla testimonianza dello storico greco Plutarco, è il Kyphi, un composto formato anche da più di cinquanta essenze che aveva il potere di “favorire il sonno, aiutare a fare dei bei sogni, rilassare, spazzare via le preoccupazioni quotidiane, dare un senso di pace”.

La Storia del Profumo Un incenso mistico
La Storia del Profumo Masque Milano Petra

Conosciamo solo alcuni degli ingredienti che lo componevano e che, a ben guardare usiamo ancora oggi in profumeria: cannella, pistacchio, ginepro menta, incenso e mirra. Incenso e mirra, in particolare, erano considerate nell’antichità sostanze preziosissime. Preziose al punto da essere portate in dono da tre Re (Magi) d’Oriente, a un bambino speciale, nato in una notte magica in una grotta di Betlemme.


“Incenso e mirra, in particolare, erano considerate nell’antichità sostanze preziosissime.”


Del profondo legame tra la religione, in particolare la mistica ebraica, che per prima attribuì all’olfatto, come unico senso tra i cinque dell’uomo, la capacità di dare piace all’anima, parleremo nel prossimo post del nostro blog, quando, partendo da uno dei testi sacri dell’Antico Testamento (il libro dell’Esodo) ci inoltreremo alla scoperta di riti e aromi in grado di avvicinare l’uomo a Dio, di placarne le ire e ricomporre gli equilibri del mondo.

Il consiglio di Ottaviano

Oggi non abbiamo più modo di riprodurre fedelmente il Kyphi dei faraoni, ma se volete provare un’esperienza olfattiva analoga in cui incenso e mirra sono protagonisti in un mix che rievoca quelle antiche note, ecco il profumo che fa per voi: Masque Milano Petra, in edizione limitata per celebrare il 10° anniversario di una fragranza unica ed esclusiva.

La Storia del Profumo Masque Milano Petra

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