Libri e Profumi – Capitolo 1: Gabriella, Garofano e Cannella e diptyque L’EAU

“Profumo di garofano, colore di cannella, io vengo da lontano per vedere Gabriella”.

Quando nel 1958 Jorge Amado scrisse uno dei suoi romanzi più celebri, sensuali e delicati, disegnò una donna unica, capace di entrare nella mente di un uomo attraverso il colore della sua pelle (cannella) e il profumo che si trascinava dietro (quello del garofano) fin dal Sertao, zona desertica dello stato di Bahia.

È piccante e speziata Gabriella, lo è come i piatti che cucina per Nacib, il suo uomo, quello che se ne innamora perdutamente, rapito dalla forza della libertà, della sensualità e dell’allegria di questa figlia del Brasile. Se ne innamora in modo assoluto e viscerale al punto da chiederla in sposa, credendo che un matrimonio sia quello che serve per fare di Gabriella una “signora”, come quelle di Ilehus, la città di mare in cui il romanzo è ambientato nel 1925.


“È piccante e speziata Gabriella, lo è come i piatti che cucina per Nacib, il suo uomo, quello che se ne innamora perdutamente.”


Comprensibilmente, l’impresa si rivela complicata per Nacib: fare della sua donna una “signora” significa strapparle via proprio quell’allegra e indomita sensualità che la rende unica, profumata e speciale. Tra avventure di letto, di rivoluzione, di furiose litigate e altrettanto furiose rappacificazioni, “Gabriella, Garofano e Cannella” scorre via veloce, quasi troppo, come un fiume in cui ci si tuffa per rinfrescare il corpo (e l’anima) nelle giornate più afose dell’anno.

Gabriella, Garofano e Cannella Locandina del film tratto dal romanzo Gabriella, Garofano e Cannella
Diptyque L'Eau Diptyque L’Eau

Scivolando tra le pagine di questo romanzo si suda il caldo brasiliano, si assaggiano i piatti della cucina tipica dello stato di Bahia respirandone l’intensità dei profumi, del garofano e della cannella che, uniti come in diptyque L’EAU, danno vita a una inaspettata e originale esperienza olfattiva che ricorda la pelle appena ambrata, il corpo sinuoso e i capelli scuri, sciolti nel vento, di Gabriella.


“I profumi del garofano e della cannella, uniti come in diptyque L’EAU, danno vita a una inaspettata e originale esperienza olfattiva.”


Leggere un romanzo annusandone i personaggi e l’ambiente, spruzzandosi sul corpo un profumo che lo ricorda, è un’esperienza sinestesica inebriante: significa entrare nelle pagine e viverle davvero; significa essere Gabriella, Nacib e il loro indimenticabile, conturbante, amore.

L’inizio di Gabriella, Garofano e Cannella

“Questa storia d’amore – per una strana coincidenza, direbbe donna Arminda – iniziò nello stesso giorno limpido, con sole primaverile, in cui il fazendeiro Jesuino Mendonca uccise a rivoltellate donna Sinhazinha Guedes Mendonca, sua legittima sposa, dama della migliore società locale – bruna, piuttosto grassa, molto dedita alle attività parrocchiali – e il dottor Osmundo Pimentel, chirurgo-dentista, stabilitosi a Ilhéus da pochi mesi, giovane elegante, con atteggiamenti da poeta. Inoltre, in quel mattino, prima che la tragedia sconvolgesse la città, la vecchia Filomena aveva attuato una sua antica minaccia: era partita con il trenino delle otto per Agua Preta, dove aveva fatto fortuna un suo figliolo, piantando in asso l’arabo Nacib presso cui faceva la cuoca”.

Diptyque L'Eau Diptyque L’Eau

Ti è piaciuto questo articolo sul romanzo Gabriella, Garofano e Cannella e diptyque L’EAU? Lasciaci un commento e condividi il blog sui social!

Lascia un commento