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Libri e Profumi – Capitolo 11: Canto di Natale e Lattedoro (Tutto l’Amore che c’è)

Ora siediti nella poltrona più comoda, sul divano più morbido. Spegni le luci e accendi una piccola abat-jour. Mettiti comodo e lascia perdere ogni dieta perché in questo periodo servono latte e biscotti, perché è il momento di una favola di Natale. Anzi: della favola di Natale per eccellenza, quella nata dalla magica penna di Charles Dickens nel 1843: Christmas Carol (Canto di Natale) e resa immortale da trasposizioni cinematografiche, come quella di Walt Disney con un Paperone nei panni del tirchio e avido Ebenezer Scrooge, e Topolino in quelli del suo povero eppure generoso contabile Bob.

Canto di Natale, oltre a essere un capolavoro della letteratura mondiale, è un romanzo di denuncia che riesce a non essere moralista, nemmeno quando bacchetta l’avidità degli uomini. Tra fantasmi di Natali passati, presenti e futuri, Dickens punta il dito contro una società che ha sostituito l’amore per il denaro con quello per le persone.


“Christmas Carol (Canto di Natale) è la favola di Natale per eccellenza, quella nata dalla magica penna di Charles Dickens.”


Di più: Dickens non condanna il denaro, che intende come mezzo necessario per fare del bene, ma l’accumulo smanioso di chi lo tiene inutilizzato pur potendolo spendere per alleviare quelle due piaghe della società che sono la miseria e l’ignoranza (rappresentate da due bambini magri e cenciosi che accompagnano il Fantasma del Natale Presente).

Tra dotte citazioni (“i poveri del mondo è bene che muoiano così diminuisce la popolazione in eccesso”, teoria sostenuta dall’economista Robert Malthus, contemporaneo di Dickens) e atmosfere perfette per un romanzo gotico, Canto di Natale resta il racconto della speranza che non muore mai, del cambiamento sempre possibile e del cuore che si riscopre capace di battere a ritmo con la vita.


“Canto di Natale resta il racconto della speranza che non muore mai e del cambiamento sempre possibile.”


È una favola per adulti, il Canto di Natale. Quegli stessi adulti che lo leggeranno seduti su un divano, avvolti in una coperta calda, mangiando latte e biscotti. E poi, quando sarà il momento di alzarsi da quel divano per ricominciare a vivere, porteranno con sé non solo il messaggio universale di Dickens, ma anche il profumo delle sue pagine, spruzzandosi di Lattedoro di Gabriella Chieffo, una fragranza magica, non meno della penna di Charles Dickens, del Natale, e dell’amore che si fa largo anche nel cuore più indurito di dolore.

Anche tu come noi ami il Natale? Quale fragranza indosserai il 25 dicembre? Faccelo sapere nei commenti o, se sei ancora indeciso, non esitare a contattarci e saremo lieti di consigliarti al meglio!

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