Libri e Profumi – Capitolo 4: Cambiare l’Acqua ai Fiori

Il Profumo della Vita di Violette

Cambiare l’acqua ai fiori, tra Eau du Ciel e Reve d’Ossian

Esistono libri perfetti, non solo nel verso della loro scrittura, ma perfetti nel verso di certe curve della vita. La vita è una strada tortuosa, difficile e magnifica, generosa e sofferente, colorata e crudele. Ed è tutta, tutta, rappresentata nelle 473 pagine di Cambiare l’acqua ai fiori, il romanzo della gioia, ineluttabile, di vivere scritto da Valerie Perrine e, giustamente, diventato il caso letterario dell’ultimo anno.

Questo libro, dalla copertina che sfuma i grigi e li trasforma nella dolcezza del rosa, è una coccola per ogni cuore che abbia perduto un colpo nel dolore, è il profumo della primavera che sorprende una mattina, dopo un inverno di gelate e di nebbia. Questo libro è un manifesto all’umana, inevitabile, resilienza del cuore. Il cuore di Violette, che si veste d’arcobaleno, ma si copre di nuvole. Che è la guardiana di un cimitero, che coltiva fiori e verdure in un orto di vita a pochi passi dalle lapidi della morte. Che legge, che impara a farlo, infinite volte lo stesso libro, che usa lo stesso profumo: Eau du Ciel di Annick Goutal.


“Cambiare l’acqua ai fiori è il romanzo della gioia, ineluttabile, di vivere scritto da Valerie Perrine e, giustamente, diventato il caso letterario dell’ultimo anno.”


Cambiare l'Acqua ai Fiori
Cambiare l'Acqua ai Fiori

Perché nella vita servono certezze e punti fermi mentre tutto gira e travolge. Servono scogli cui aggrapparsi per prendere fiato tra le onde, recuperare le forze e rimettersi a nuotare verso la riva, la salvezza. E Violette, nata senza mamma e senza papà, figlia di tutte le famiglie che l’hanno accolta finché non ha incontrato l’amore, la sua distruzione, il lutto e la rinascita, lo sa.

Ma può la vita rinascere in un cimitero, nell’ultima casa della morte? Può una donna decidere di accendere il suo abbigliamento di colori, mentre attorno a lei tutti scelgono il nero? Può imparare ad annusare la felicità, riconoscendola in un altro profumo, Reve d’Ossian di Oriza, di cui è imbevuto il fazzoletto che un uomo le porge per asciugarsi le lacrime? Sì, può, e non per una ferma volontà, ma per naturale evoluzione del dolore, che, nonostante tutto, germoglia in un inaspettato, insperato, profumatissimo fiore.


“Perché nella vita servono certezze e punti fermi mentre tutto gira e travolge. Servono scogli cui aggrapparsi per prendere fiato tra le onde, recuperare le forze e rimettersi a nuotare verso la riva, la salvezza.”


Cambiare l’acqua ai fiori è il libro della speranza nella vita, è il libro da leggere, spruzzandosi di una fragranza che sa di pulito, di sole e di fiducia, come le lenzuola che si stendono ad asciugare mentre il vento ci gioca a nascondino. È il libro da leggere dopo un dolore, quando si vedono solo le nuvole e sembra impossibile ritrovare il cielo. È un libro che cura e instilla gocce di fiducia e di pace… proprio come racconta Valerie, dopo avere narrato il dolore dell’assenza, con le parole più coraggiose e dolenti mai scritte: “Crescerai in un altro modo nell’amore che avrò sempre per te“.

Cambiare l'Acqua ai Fiori

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