Libri e Profumi – Capitolo 5: L’Avversario e Fantomas

L’Avversario e Fantomas

Ovvero l’Assoluta Perfezione del Crimine

Il delitto perfetto non esiste. Forse. Ma esiste il criminale prefetto, l’assassino perfetto che non è altro che un uomo comune, quasi banale nella sua perfetta consuetudine di vita fino al giorno in cui il puzzle di incastri che ha costruito si sfalda rivelandosi per quello che è: una enorme bugia che profuma di verità in modo sorprendente. Jean-Claude Romand è un uomo tranquillo, educato dai genitori a non mentire: “Le bugie non si dicono, Jean-Claude!”, gli ripetono con costanza, nella certezza che quel bambino mite faccia del loro insegnamento il baluardo della sua intera esistenza.

E forse, a modo suo, Jean-Claude crede nella menzogna che inizia a costruire nei giorni dell’università, quando racconta di essersi laureato in medicina, senza avere superato gli esami. È un’enorme bugia che però profuma di realtà, per quanto le assomiglia, quella che quest’uomo riesce a tenere in piedi per 17 lunghissimi anni. Anni in cui si sposa, ha due figli, una casa da sogno, una bella macchina. Anni perfettamente plausibili, incredibilmente finti. Perché niente di ciò che racconta Jean-Claude è vero: non lo è il suo lavoro all’OMS, non lo è la sua malattia. Niente esiste se non nella lucida e meticolosa follia narcisistica.


“L’assassino perfetto non è altro che un uomo comune, quasi banale nella sua perfetta consuetudine di vita fino al giorno in cui il puzzle di incastri che ha costruito si sfalda rivelandosi per quello che è: una enorme bugia.”


E se non esiste il delitto perfetto (Romand è appena uscito di prigione dopo avere scontato una pena di 22 anni di carcere) esiste il criminale perfetto: la persona capace di ingannare chiunque fino al giorno in cui quell’inganno lo costringerà alla più disumana delle scelte. Leggere L’Avversario di Emmanuel Carrére significa accettare l’acume e l’eleganza di un piano eseguito alla perfezione. Farlo indossando Fantomas, l’ultima creazione di Alessandro Gualtieri, il naso di Nasomatto, significa addentrarsi nell’essenza misteriosa delle situazioni più spregiudicate, la cui continua evoluzione sulla pelle genera illusioni olfattive. Significa accettare che la verità è tale solo nella mente di chi la crea, sia esso un uomo comune o uno spregiudicato criminale. Perché Fantomas è la fragranza di un crimine complesso, così come Jean-Claude Romand è il più complesso dei criminali della storia contemporanea.


“E se non esiste il delitto perfetto, esiste il criminale perfetto: la persona capace di ingannare chiunque fino al giorno in cui quell’inganno lo costringerà alla più disumana delle scelte.”


“La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all’asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l’intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L’ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di Libération sul caso Romand.”

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