Libri e Profumi – Capitolo 6: Profumi di Sicilia

Mandarino di Laboratorio Olfattivo e i Leoni di Sicilia di Stefania Auci

Che profumo ha la Sicilia? Così, su due piedi, viene in mente un aroma appassionato, avvolgente, ma anche fresco, frizzante, dolce ma con quella punta di acidità piccante che la rende una terra irresistibile. Una terra in cui tutto può avvenire, in cui ogni lotta è una lotta per la vita o per la morte. Come nel romanzo di Stefania Auci I Leoni di Sicilia, ovvero la saga della famiglia Florio (quelli del liquore, sì!) e di quella traversata che, complice il terremoto che rase al suolo Bagnara Calabra nel 1799, li portò nell’isola degli agrumi e più precisamente a Palermo.

Ed è proprio qui a Palermo che i Florio fanno fortuna, costruendo un impero economico destinato a durare nel tempo, fino all’ultima generazione. È qui che sono costretti a scontare l’onta dell’immigrato (che la storia si ripete, e noi non impariamo mai!) facendosi largo a testa bassa e petto in fuori tra l’alta borghesia cittadina.

Tra rovesci del destino, amori che potrebbero nascere e invece restano sepolti sotto il decoro, terre difficili da coltivare, piogge che non arrivano e vitigni infiniti i Florio avvincono e avvolgono il lettore trascinandoli fino all’ultima pagina. Lo fanno con la leggerezza del cuore che solo un buon romanzo (tra l’altro storiograficamente preciso e puntuale) sa fare. Lo avvolgono come solo certe fragranze sanno fare, usando il naso come una via d’accesso a tutti i sensi, come promette di fare l’ultimo attesissimo nato di Laboratorio Olfattivo: Mandarino, di Sicilia, ovviamente, che è un tributo che il naso Jean-Claude Ellena fa alle sue origini italiane.


“Il romanzo di Stefania Auci I Leoni di Sicilia è la saga della famiglia Florio (quelli del liquore, sì!) e di quella traversata che, complice il terremoto che rase al suolo Bagnara Calabra nel 1799, li portò nell’isola degli agrumi e più precisamente a Palermo.”


Jean-Claude Ellena racconta: “Mia nonna era italiana, originaria del Piemonte. Come si dice, si torna sempre agli amori dell’infanzia. Dopo aver viaggiato per il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Liguria, la Toscana, le Marche, la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia, e dieci altre regioni, notai che non sembrava esserci in Italia un’opinione pubblica. Ci sono varie opinioni personali secondo cui i negozi di profumo e i profumi stessi sono personali e non per tutti. Non ci sono grandi marchi imperialisti che vendono sfarzo, esistono invece piccoli negozi dove il cliente è re o regina e dove si entra in contatto con i suoi desideri più profondi. Per loro creo circondato di gioia, con un filo d’erba in bocca, e per loro ho voluto creare una Colonia che parlasse dell’Italia, della sua gioia di vivere, della sua allegria, dei suoi frutti agrumati che sono come un raggio di sole in una giornata d’inverno. La prima si chiama: Mandarino.


“Ho voluto creare una Colonia che parlasse dell’Italia, della sua gioia di vivere, della sua allegria, dei suoi frutti agrumati che sono come un raggio di sole in una giornata d’inverno. La prima si chiama: Mandarino.”


E ancora una volta, anche nell’arte del profumo, come in quella della narrazione è la storia della famiglia la protagonista di un tributo che è d’affetto. Affetto vero, unico e sensuale. Italiano.

Il terremoto è un sibilo che nasce dal mare, s’incunea nella notte. Gonfia, cresce, si trasforma in un rombo che lacera il silenzio. Nelle case, la gente dorme. Alcuni si svegliano con il tintinnio delle stoviglie; altri quando le porte iniziano a sbattere. Tutti, però, sono in piedi quando le pareti tremano. Muggiti, abbaiare di cani, preghiere, imprecazioni. Le montagne si scrollano di dosso roccia e fango, il mondo si capovolge. La scossa arriva a contrada Pietraliscia, afferra le fondamenta di una casa, le scuote con violenza.

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