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Libri e Profumi – Capitolo 8: Il Piacere e Kilian

È il libro più sensuale, ferino e decadente della letteratura italiana: così lo descrisse in una sintesi perfetta Benedetto Croce. Si tratta de Il Piacere, scritto nel 1888 da Gabriele D’Annunzio. Considerato per molto tempo un libro quasi proibito, proprio per quella sensualità che lo caratterizza, Il Piacere narra le tormentate vicende di cuore (e di sesso) del suo protagonista: Andrea Perelli (secondo alcuni un alter ego di D’Annunzio stesso), giovane dandy romano, ma nato a Roseto degli Abruzzi, eternamente insoddisfatto, scisso, e combattuto tra l’amore per due donne: Elena e Maria.

La prima espressione di una sensualità istintiva e carnale, di un piacere del corpo che precede, o forse sostituisce, quello dello spirito. La seconda, al contrario, colta, spirituale, quasi mistica: la personificazione di un amore che è dello spirito prima che del corpo. Entrambe essenziali per Andrea che brama l’una mentre è con l’altra, in un crescendo di insoddisfazione frustrata che lo porterà, infine, a un’amara riflessione su di sé.


“Il Piacere è l’espressione di una sensualità istintiva e carnale, di un piacere del corpo che precede, o forse sostituisce, quello dello spirito.”


Il Piacere è il manifesto di una sensualità ricercata, fatta di penombre e di broccati, di cristalli preziosi e di argenti messi in tavola con la naturale noncuranza di chi nasce nel lusso e lo vive con tranquillità. Come Kilian Hennessy, creatore della linea di profumi Kilian. Nipote dell’uomo del cognac e dello champagne (Moet Chandon Hennessy vi dice niente?) nonché fondatore del colosso francese del lusso LVMH (dove l’H sta, appunto, per Hennessy), Kilian avrebbe potuto fare tutto e non fare niente, e in ogni caso avrebbe vissuto una vita da sogno. Invece, ha scelto di aprire una nuova strada, tutta sua per il successo… una strada profumata!


“Kilian, nipote dell’uomo del cognac e dello champagne, nonché fondatore del colosso francese del lusso LVMH, avrebbe potuto fare tutto e non fare niente, e in ogni caso avrebbe vissuto una vita da sogno.”


“Volevo essere lontano dalla mia famiglia e volevo la mia indipendenza. Di conseguenza sapevo da sempre che il cognac non sarebbe stata la mia strada. Perché ho scelto il profumo? Innanzitutto non sono io che ho scelto il profumo ma è il profumo che ha scelto me. E accaduto quando era alla Sorbonne e scrivevo la mia tesi sulla semantica del profumo. Man mano che la tesi andava avanti, ho capito immediatamente che sarebbe stato il mio destino. Rispondendo alla tua seconda domanda, credo che creare una fragranza per la collezione Kilian legata al cognac sarebbe stato un troppo scontato. Tuttavia, in tutti i miei profumi c’è un fondo legnoso, animale e vanigliato che evoca le barrique di legno in cui stagiona il cognac.”

Le fragranze Kilian sono sempre sensuali, avvolgenti, conturbanti, preziose come un broccato e voluttuose come una stola di ermellino. Hanno nomi straordinariamente sexy e, isostanzialmente, sono quello che serve per rendere una notte notte (o una vita), indimenticabile.

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